ALCS (6): TORONTO SPRECA, KANSAS CITY NO E VOLA ALLE ALLE WORLD SERIES PER IL SECONDO ANNO DI FILA

Per il secondo anno di fila i Kansas City Royals accedono alle World Series. La franchigia del Missouri ha infatti sconfitto i Toronto Blue Jays in gara 6 della finale dell'American League con il punteggio di 4-3.

La partita sembra iniziare bene per i Blye Jays con il doppio di Ben Revere, leadoff della squadra, ma un ottimo Yordano Ventura neutralizza i successivi tre battitori e consente ai Royals di chiudere in vantaggio il primo inning grazie ad un solo home run di Ben Zobrist.

I Royals riescono ad allungare sempre nel secondo grazie ad un altro fuoricampo da un punto, questa volta di Mike Moustakas, Toronto messa con le spalle al muro reagisce nel quarto con Jose Bautista che dimezza lo svantaggio e un Price che che manda strike out tutti e tre i battitori fronteggiati nel quarto basso.

Nel quinto e sesto inning però Toronto spreca lasciando battitori in posizione punto in entrambi gli inning, mentre Price continua ad essere intoccabile, per lo meno fino al settimo inning nel quale il mancino di Toronto mette in base il solito Moustakas e viene quindi rilevato da Sanchez che però subisce la valida di Rios e il punto del 3-1 per i padroni di casa.

Sembra finita ma grazie ad un copione già visto nel corso del match, ovvero valida di Revere e fuoricampo di Bautista, Toronto torna sul 3-3, una dolce illusione a posteriori per i canadesi. Nell'ottavo basso infatti Kansas torna subito in vantaggio. Lorenzo Cain segna infatti su singolo di Hosmer dopo essere andato in base per ball. 

Oltre al danno la beffa per i Blue Jays che, nel nono e ultimo disperato inning, con corridori agli angoli e zero out,  riescono a non portare a casa punti. Martin batte valido e viene sostituito a correre da Pompey che ruba sia la seconda che la terza base. I 4 ball a Goins riempiono anche il cuscino di prima, ma Davis mette strike out sia Navarro che Revere, prima di far battere la rimbalzante a Donaldson e far esplodere di gioia l'intero Kauffman Stadium.

di Antonello Pignataro