A TU PER TU CON...ALESSANDRO VAGLIO, EX CAPITANO DELLA NAZIONALE DI BASEBALL E DELLA FORTITUDO BOLOGNA

Intervista esclusiva al seconda base che al nostro sito parla della sua carriera, del futuro del movimento e della squalifica per doping che lo vedrà lontano dai campi da gioco fino all'agosto del 2024.

Alessandro Vaglio (Lorenzo Bellocchio - Grandeslam.net)

Riparte la tradizionale rubrica del sito Grandeslam.net “A tu per tu con..” e lo fa intervistando Alessandro Vaglio, ex capitano della nazionale italiana di baseball e della Fortitudo Baseball Bologna

Con lui abbiamo parlato a 360° gradi di baseball e della sua vita privata, soffermandoci, inevitabilmente, sulla squalifica per doping che lo vedrà assente dai campi da gioco fino al 5 agosto 2024.

Com'è nata la tua passione per il baseball?
Ci sono nato. Mio papà era un lanciatore. Ha giocato per tutta la carriera nella squadra del Viterbo baseball a parte una parentesi di 6 anni nel Piacenza ed ho avuto la fortuna di poterci giocare anche assieme per 3 anni. Quindi fin da quando ho memoria sono stato in un campo da baseball.

Quindi possiamo dire che la tua efficacia al piatto è figlia anche dell'avere avuto come padre un lanciatore professionista?
Si senz’altro è stato un grande aiuto, ci siamo allenati molto insieme, ma è corretto dire che la mia formazione come giocatore ha avuto moltissimi maestri.

In genere i figli nello sport tendono a ripercorrere le orme dei padri in tutto, come sei finito in seconda base?
Ho un braccio troppo scarso per stare sul monte (sorride). 

I giocatori che ricordi con maggior simpatia con cui hai giocato da ragazzino e che poi hai ritrovato in IBL?
Dovrei farti una lista chilometrica  e sicuramente mi dimenticherei qualcuno. Ti dico che ho avuto la fortuna di condividere tanto baseball in Italia e all’estero, dal livello più amatoriale a quello professionistico. Ogni persona che ho incontrato mi ha lasciato qualcosa che mi ha permesso di diventare ciò che sono quindi non mi sembra onesto farti un pugno di nomi.

La tua giocata più bella che ricordi?
A livello estetico ricordo una presa in tuffo su una linea di Alex Romero, in estensione. Sono certo che se ci fosse stata una foto sarebbe stata fantastica. A livello emozionale sicuramente l’ultimo out contro il Messico al WBC 2013.

Me le ricordo bene entrambe. Quanto manca Rimini al nostro baseball?
Decisamente molto.

Ritornando al Messico. Cosa hai imparato dall'esperienza del World Baseball Classic?
Partecipare ad un torneo come il World Baseball Classic significa essere catapultati in quello che dovrebbe essere il baseball in Europa e da cui purtroppo siamo molto lontani. Poter condividere il campo con i più forti professionisti del mondo, lavorare con loro, imparare e migliorare è di per sé la vera magia del WBC. 

Che cosa ti ha colpito maggiormente? 
La cosa che più mi è rimasta impressa è l’immagine di Miguel Cabrera che dopo la partita col Venezuela, quando con un fuoricampo al nono inning ci ha mandato a casa, è venuto nel nostro dugout a stringerci la mano uno ad uno per complimentarsi. Ho capito che l’umiltà è dei campioni.

Che impressione ti hanno fatto Cervelli, Punto e Grilli? Tenevano alla Nazionale o era più una vetrina per loro?
Mi sono meravigliato di scoprire che tenevano a quella scritta sul petto tanto quanto ci tenevamo noi. Si sono resi tutti super disponibili a condividere insegnare e lottare insieme. Questo ha resto entrambi i Classic esperienze incredibili.

Il giocatore a cui ti ispiri?
Alex Del Piero. E mio padre.

Squadra preferita in MLB?
Mi piace vedere lo spettacolo.

Vedi un futuro da Manager quando smetterai?
Non so risponderti. 

Riforma dei campionati post Covid, cosa ne pensi?
Penso che si poteva fare meglio. Il baseball è sempre baseball a qualsiasi livello si giochi. Penso che in Italia ci si debba chiedere tra tutti cosa sia meglio fare e dove si voglia andare per poi prendere le decisioni giuste per raggiungere gli obbiettivi che vengono prefissati.

Parliamo di quello che è accaduto l'anno scorso. L'accusa di doping.
Si, sono stato squalificato per 4 anni. Cosa vuoi sapere?

Solamente le sensazioni scaturite dall'accaduto.
Immagina di punto in bianco di non poter più essere ciò che sei sempre stato. Di non poter più fare ciò che più ti piace, che ti riesce meglio e che ti porta il cibo in tavola. Ti trovi per un nanogrammo oltre il limite concesso a sentirti come se fossi sbagliato, messo da una parte ad aspettare di essere giudicato come impostore e traditore. Ho iniziato a cercare di provare la mia innocenza facendo esami su esami, investendo molte risorse solo per dimostrare la mia buona fede. Ad oggi sono stato giudicato colpevole e condannato a 4 anni, seppur sia l’esame del capello che del pelo pubico siano negativi. Ho ritirato il mio ricorso perché l’investimento necessario non era per me più sostenibile. A fronte delle accuse mosse contro la WADA  dalla sentenza Scwarzer. E delle condizioni del baseball italiano, non mi sembrava il caso di continuare. In conclusione ho avuto molte sensazioni riguardo tutto, è stata dura, snervante, costosa e dolorosa; ma mi sono reso conto che alla fine non ne valeva la pena continuare a lottare contro i mulini a vento. Ho usato la resilienza che il baseball e la vita mi hanno insegnato e mi sono concentrato su altro.

A tal proposito hai seguito la vicenda di Schwarzer? Cosa ne pensi? 
Penso che la WADA abbia dei problemi, sia come “malata”, come è malato il mondo dello sport, della politica e della religione. Schwarzer è stato ingannato e quantomeno è riuscito a dimostrare la sua innocenza questa volta ma comunque non andrà alle Olimpiadi. Quindi giustizia non è stata fatta perché per la WADA nessuno pagherà per queste accuse. Io sono talmente piccolo ed insignificante che il mio caso non smuove alcunché se non il mondo di cui facciamo parte. Penso che la gente non sappia quanti soldi ha speso Schwarzer in avvocati e via dicendo per dimostrare quello che ha potuto dimostrare. Per poi? Ottenere niente alla fine!

Qualora avessi seguito tutto l'iter previsto, di quanto sarebbe stato l'esborso economico per poter portare avanti la tua causa?
Solo per arrivare a Losanna ci vogliono almeno 15.000 euro. Rispetto a quanto vengono pagati i giocatori di baseball in Italia ad oggi sono almeno 2 anni di lavoro, per alcuni anche 3 o 4. Io mi sono fermato al primo grado. Per presentare ricorso ci vogliono 1.000 euro più spese accessorie, tabella dei costi aggiornata ad una settimana dopo che ho presentato ricorso perché fino a prima era gratuito!

Tentiamo di tornare al baseball giocato. I buoni propositi per le stagioni a seguire?
Io penso che per un po’ starò fuori dal baseball. Metto a disposizione la mia esperienza a qualche ragazzo che ha voglia di lavorare e giocherò a Slow Pitch.

Stai già collaborando con giocatori di qualche squadra?
Ho un ragazzo che alleno da un paio di anni, io mi occupo dell’aspetto tecnico e la mia compagna si occupa dell’aspetto atletico. Il resto è frutto del suo lavoro e devo dire che sono molto orgoglioso. Per il resto sono disponibile con chiunque abbia piacere di lavorare con me.

Stai producendo il prossimo seconda base della nazionale o gioca in un'altra posizione?
Per il momento ricopre un’altra posizione ma mai dire mai..

La squadra che secondo te in Italia ha la miglior programmazione per il futuro?
La Fortitudo per il momento, ma anche il Nettuno e so che a Grosseto stanno facendo un grande lavoro.

Secco: chi vince l'IBL 2021?
Chi è più in forma.

 

di Michele Mercuri ([email protected])

La foto artistica è di Lorenzo Bellocchio - Grandeslam.net.