“A TU PER TU CON…” TIAGO DA SILVA, STELLA DEL SAN MARINO E DELLA NAZIONALE ITALIANA DI BASEBALL

Intervista al formidabile pitcher del San Marino, che racconta della conquista dello Scudetto con la squadra del Monte Titano e del ritorno nella nazionale italiana per l'Europeo di settembre.

Scritto da Daniele Mattioli  | 

“Veni, vidi, vici” ovvero “Venni, vidi, vinsi”. Non si possono trovare altre frasi per riassumere al meglio il ritorno di Tiago Da Silva a San Marino. Il formidabile pitcher italo-brasiliano, protagonista di una striscia di successi incredibili sul Monte Titano prima della partenza per il Sud America nel 2013, è tornato da vincente sul Monte Titano, trascinando la sua squadra alla conquista delle Italian Baseball Series contro la Fortitudo Bologna.

Lanciatore vincente in gara uno da rilievo, in gara quattro da partente: non è un caso che Da Silva abbia meritatamente vinto il premio di MVP della Finale Scudetto.

La stagione di Tiago Da Silva, però, non si è ancora conclusa. Così come rivelatoci in esclusiva in questa intervista al sito Grandeslam.net per la rubrica “A tu per tu con…”, il pitcher classe 1985 tornerà a indossare la divisa dell’Italia all’Europeo 2021 in programma tra pochi giorni in Piemonte.

Sei tornato in Italia, o per meglio dire a casa tua a San Marino, e hai trascinato la squadra alla conquista del Titolo. Che emozioni hai provato?
Quando sono ritornato a San Marino, ho subito avvertito forti emozioni. Ho ritrovato compagni di squadra, amici con i quali avevamo lasciato grandi ricordi per il baseball italiano. Sono stato felice di aver portato il mio contributo per la conquista del titolo.

Il tuo ritorno in Italia è arrivato dopo un’assenza di diversi anni. Come hai trovato il livello del baseball italiano?
Ho visto un livello abbastanza buono, anche se ovviamente il mio metro di giudizio riguarda solo le partite della Finale Scudetto che ho giocato. A distanza di 8 anni dall’ultima volta che ho lanciato in Italia, paese che ho lasciato per andare in Messico nel loro campionato di Triplo A con il sogno di raggiungere poi la Major League, ho visto anche una bella cornice di pubblico. Tanti tifosi, tanto incitamento. Mi ha riportato alla mente il 2013 quando vincemmo il titolo contro il Rimini in finale.  

Sul Monte Titano hai incontrato nuovamente un compagno di mille battaglie come Simone Albanese che, dopo la conquista del titolo, ha annunciato l’addio al baseball. Che cosa vi siete detti?
Con Simone ho un rapporto di grande amicizia. Tante volte ci siamo sentiti in questi anni quando ero in Messico. Quando mi ha detto che avrebbe smesso, gli ho risposto di ripensarci e che potrebbe giocare tranquillamente ancora per qualche anno. Capisco però che quando entrano in gioco diverse situazioni personali, compreso il lavoro, è difficile riuscire a continuare.

Fondamentale per il tuo ritorno in Italia è stata la figura del manager Doriano Bindi con cui, nella prima parte del tuo percorso in Italia, hai vinto tutto. Che rapporto hai con lui? 
Doriano è un grande. Non posso usare altri termini per descriverlo. Una splendida persona con cui ho un rapporto meraviglioso. Ha dato tanto per il baseball di San Marino, ottenendo sempre grandi successi. Sono davvero contento di aver condiviso con lui quest’ultimo trionfo. Sono inoltre felice della sua chiamata nello staff tecnico della nazionale per l’Europeo.

A proposito dell’Europeo, che tra pochi giorni scatterà qui in Italia, in Piemonte: ti vedremo di nuovo con la maglia della nazionale? 
Posso dirti di sì. Dopo le Finali, terminate con la vittoria dello scudetto, ho ricevuto una chiamata da parte della nazionale. Onestamente non me l’aspettavo, visto che erano passati diversi anni e invece è arrivata. Sono davvero felice di rappresentare nuovamente un paese che mi ha dato tantissimo. Sarà un piacere e un orgoglio quello di vestire di nuovo la divisa dell’Italia.

Hai già parlato con il manager Piazza? Che cosa ti aspetti dal torneo?
Ancora non ho parlato con Piazza, ma sono sicuro che sta pianificando una grande squadra per vincere l’Europeo. Credo che quando si prende parte a qualsiasi manifestazione, da allenatore o da giocatore, si debba giocare sempre per vincere il torneo. Così faremo anche noi. Sarebbe bello dedicare la vittoria al grande Bill Holmberg, persona che ha fatto tanto per me e per il baseball che purtroppo non è più con noi. 

Possiamo dire che il tuo ritorno a San Marino e in nazionale sono un perfetto cerchio che si chiude?
Credo che il mio ritorno a San Marino sia stato perfetto. Ci siamo voluti entrambi. Da una parte io mandavo messaggi che volevo tornare, dall’altra Stefano, Mauro e Alberto (Macina, Mazzotti e Antolini NDI) mi dicevano che se ci fosse stata l’occasione utile sarei ritornato. È andato tutto bene. Il campionato in Messico è finito prima e sono riuscito a tornare per aiutare la mia squadra a vincere il titolo. La chiamata della nazionale è stata inaspettata, ma sono molto felice di tornare anche per le avventure fatte in passato insieme a manager e coach bravissimi come Mazzieri, Gerali e Nanni, senza dimenticare il preparatore atletico Gianni Natale e il fisioterapista Massimo Baldi. Per me non si chiude il cerchio. Per me questo cerchio si riapre. È una sorta di una seconda possibilità che cercherò di sfruttare al massimo.

di Daniele Mattioli ([email protected])

La foto, che ritrae Da Silva in azione durante le ultime Italian Baseball Series, è di K73 - NADOC