A TU PER TU CON...GIUSEPPE MAZZANTI, NUOVO TERZA BASE DEL RIMINI BASEBALL

Dopo una vita passata a difendere l’angolo caldo del diamante nettunese, Giuseppe Mazzanti a malincuore ha deciso di lasciare la squadra della sua città per trasferirsi a Rimini, squadra di primissimo livello intenzionata a riscattare un finale di 2013 in parte deludente. Noi del sito Grandeslam.net ovviamente non potevamo che chiedere al terza base ex Nettuno le sue impressioni su uno dei movimenti di mercato che più hanno fatto discutere nel batti e corri di casa nostra.  

Dopo una vita intera a Nettuno è arrivata la decisione di passare al Rimini. Cosa ti ha portato a fare questa scelta?
Come hai detto te, dopo una vita intera passata al Nettuno è stata sicuramente una scelta difficile e molto pensata. Ho aspettato fino all’ultimo momento ma non avendo un progetto con delle certezze che cercavo dopo tutti i problemi che ci sono stati durante l’anno, ho voluto fare la scelta di Rimini.

Quanto ti ha pesato emotivamente lasciare Nettuno dopo 10 anni di Italian Baseball League?
Dopo 10 anni e tutto il settore giovanile passato con il Nettuno non posso nascondere che è stato veramente difficile. Mi dispiace per la città e per i tifosi che a Nettuno come sappiamo si vive di baseball e poi soprattutto questi ultimi anni dove ero il capitano della squadra più titolata in Italia. Quindi un po’ mi ha pesato, però mi serviva cambiare per trovare nuovi stimoli che già da ora ho con la mia nuova squadra.

L’anno scorso il Nettuno ha avuto qualche problema soprattutto legato agli sponsor, si poteva fare qualcosa di più a tuo avviso? O è stato fatto il massimo per le condizioni venutesi a creare?
Problemi ci sono stati e purtroppo non possiamo nasconderli, in questo non saprei risponderti, questa domanda la dovresti fare alla dirigenza. Ti posso dire che noi giocatori abbiamo fatto del tutto per difendere il baseball a Nettuno ma lo abbiamo fatto solo per la città e per i tifosi e viste le condizioni con cui scendevamo in campo  penso che società non abbia fatto altrettanto.

Quest’anno addirittura Nettuno avrà due squadre in IBL, come vedi questa nuova situazione?
Dipende come la vedi potrebbe essere positiva come negativa, da un lato ti fa capire che il baseball a Nettuno è una realtà, da quando non doveva partecipare al massimo campionato IBL ad avere addirittura due squadre e questo fa in modo che tanti giocatori giovani abbiano la possibilità o con una o con l’altra squadra di fare esperienza in IBL. Prima, invece, avendo una sola squadra molti giovani non trovavano spazio. Dall’altro lato ci sarà sicuramente uno spacco tra tifosi che magari prima erano tutti uniti per una sola squadra, ma è bello anche questo. A mio avviso però potevano cercare di fare un'unica squadra molto più competitiva con la fusione delle due società penso che ne avevano parlato ma per vari motivi non se ne è fatto nulla e adesso ci ritroviamo due Nettuno.

Passiamo alla tua nuova squadra. Cosa ti aspetti di trovare a Rimini? Quali sono gli obiettivi che ti sei posto?
Già sono stato su un fine settimana per gli allenamenti, ti posso dire che l’aria che si respira è un'altra rispetto a Nettuno, molto positiva, molto cordiali disponibili e poi una accoglienza bellissima. Spero di fare bene per contribuire alla vittoria dello scudetto e perché no anche alla European Cup.

Nei Pirati ritroverai qualche vecchio compagno?
Sicuramente troverò compagni di avventura in Nazionale come Chiarini, Zileri, Corradini, Bertagnon e Patrone. Tutti fantastici ragazzi con cui mi sono sempre trovato bene. In più un gruppo di giovani promettenti con tanta voglia di dimostrare le loro capacità. Avrei sempre voluto giocare un giorno con Mario Chiarini, forse perché siamo quelli che hanno più esperienze insieme in Nazionale e quel giorno è arrivato.

Com’è stato il tuo rapporto con il caldo pubblico di Rimini in questi anni da avversario?
Ma in tutti questi anni da avversario non ho mai ricevuto un minimo sfottò nei miei confronti anche perché mi sono sempre comportato nel modo giusto, mi reputo una persona umile che non fa scenata ne dentro ne fuori dal campo.

Speri che una buona annata in una squadra di vertice possa riaprirti le porte della Nazionale?
Io spero sempre nella chiamata della nazionale, anche se non penso dipenda dal fatto "se faccia una annata buona o meno", perché negli ultimi anni sono andato benissimo e comunque ero fuori dal giro. Non so cosa abbia spinto Mazzieri a non convocarmi in questi anni ma non mancherà occasione per parlarne direttamente con lui, perché la vedo una cosa ingiusta.

Chiudiamo con una curiosità. Segui il baseball made in USA? Cosa ne pensi dell’avventura di Alex Liddi fin qui e di questa nuova opportunità che avrà con i White Sox? Anche considerata l’esperienza fatta da te negli Stati Uniti proprio con la Franchigia di Seattle, sua ex squadra.
Sì, il baseball USA lo seguo ed è una fortuna per noi italiani che lo stanno rifacendo vedere su SKY.
Vorrei spendere due parole su Alex: è un ragazzo fantastico, umile e un giocatore vero, non ha mai dimenticato le sue vere origini e di essere un italiano DOC, dimostrandolo nell’essere sempre presente alla chiamata della Nazionale Italiana. Ho avuto modo di giocare ed allenarmi insieme a lui e si vede che ha il baseball nel sangue e infatti col suo lavoro è arrivato al massimo campionato, là dove un giocatore di baseball sogna arrivare, in MLB.
Spero per lui che questa nuova avventura gli vada veramente bene a differenza delle altre squadre che lo hanno ceduto, come ragazzo se lo merita, io credo in lui anche se so che non sarà facile avendo provato personalmente l’esperienza degli Stati Uniti. Vorrei lanciargli un grido di incoraggiamento che solo lui o poche persone capiranno “VAI PIOPPO”.

di Michele Acacia


Nella foto, Beppe Mazzanti nel box di battuta durante la stagione 2013 (@Bassani/Fibs.it).